Penguin 2.0, il nuovo incubo di webmaster e marketers

21 May 2013
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21 May 2013, Commenti: 0

Le indicazioni fornite nel presente articolo sono preziose per un’ottimizzazione non solo corretta ma fruttuosa a lungo termine: non ci stancheremo mai di ripetervi quanto sia utile studiare attentamente ogni mossa, prevedendo le evoluzioni, visualizzando in anticipo i possibili ostacoli ed evitando bruschi arresti.

Alcune interessanti informazioni — e altrettanti ottimi suggerimenti sugli errori da evitare o sulle decisioni da prendere di volta in volta — possono rappresentare un giusto inizio per l’ottimizzatore che desidera seguire l’evoluzione delle politiche di Big G. Non è la prima volta che vi offriamo suggerimenti: cliccate qui se volete leggere ciò che ritenevamo plausibile qualche mese fa, in merito alla strategia di Google per l’anno 2013.

Il nuovo algoritmo di ricerca sarà probabilmente lanciato in estate, parola di Matt Cutts: ormai è chiara la direzione verso cui la grande azienda si volge. Penguin 2.0 sarà una versione decisamente più evoluta e avanzata rispetto alla precedente. I link creati secondo una black hat SEO verranno scovati con severità sempre maggiore, e rimossi il prima possibile: il giro di vite scatterà inesorabile, poiché Google li considera un sabotaggio vero e proprio, tanto disonesti quanto nocivi per la serenità del traffico web.

Google presterà inoltre particolare attenzione ai siti infetti: l’algoritmo impedirà la visualizzazione, nelle SERP, di siti oggetto di hacking, in modo da tutelare la sicurezza degli utenti.

Le parole chiave poco pertinenti, insistenti e chiaramente pubblicitarie, che rivelano una palese attività di spamming, verranno quindi discriminate in maniera spietata, individuate e associate alle pagine “colpevoli”. Cutts è piuttosto asciutto quando afferma le politiche future dell’azienda. Google possiede infatti un software per il monitoraggio dei link più avanzato rispetto al passato: la tranciabilità dei link è ormai mefistofelica, veloce e selettiva.

Saranno favoriti i siti di qualità, che offrono servizi preziosi alla comunità del web, ben integrati con l’universo dei social attraverso frequenti condivisioni (meglio se spontanee): leggete qui le novità in merito al Social Media Marketing.

Siti che ospitano un marchio, dunque commerciali, non hanno da temere se i propri contenuti sono originali, validi e ricchi. La pubblicità non è certamente un delitto, se fatta con criterio e rispetto delle regole. Un sito autorevole nasce da un marchio presentato grandiosamente, in maniera seria ma fieramente trionfale.

Non esistono mezze misure: o l’invisibilità o la presenza massiva. I risultati a grappolo, cioè riguardanti in blocco il medesimo sito per una specifica parola chiave, saranno gradualmente penalizzati.

Qualità, qualità, qualità: Google non si stanca mai di sottolinearlo! Basta trucchetti, basta scorciatoie. I siti devono meritare le posizioni più ambite, col sudore di chi li sviluppa, di chi scrive i loro contenuti, di chi vi inserisce materiale di qualità e li tiene costantemente aggiornati. Tattiche di basso spamming denotano la cecità (ovvero la disonestà) del SEO, e preannunciano penalizzazioni.

La nostra web agency, naturalmente, conosce bene i rischi dell’ottimizzazione fasulla o effettuata in malafede: cliccando qui avrete una panoramica delle nostre competenze in materia, che ci rendono “quality producers” agli occhi di Google e degli altri motori di ricerca.

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